Vi sono dei luoghi in Italia che dal 4 luglio 2003 sono stati dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità: sono i Sacri Monti e tutti, indifferentemente, meritano una visita.
Così in un Ferragosto dal clima variabile mi sono recato nel più vicino, quello di Varallo Sesia, la cui cappella della Crocifissione è stata definita da Vittorio Sgarbi ” la Cappella Sistina del Piemonte”.

Il Sacro monte di Varallo è un complesso formato da una Basilica e 45 cappelle  con circa 800 statue ad altezza naturale, in terracotta policroma  con veri capelli, barbe, criniere e code dei cavalli.
Il complesso, che narra vicende della vita di Cristo nei luoghi della Terra Santa, fu ideato nel 1480 dal frate francescano Bernardino Caimi; nel 1486 si iniziò l’edificazione della chiesa di S. Maria delle Grazie, ai piedi della salita al monte, e delle prime cappelle.

Molti furono gli artisti che si susseguirono nel realizzare le statue e gli affreschi che adornano le cappelle; il più famoso fu Gaudenzio Ferrari, autore della suddetta cappella della crocifissione e della grandiosa pala sulla vita di Gesù Cristo nella chiesa di S. Maria delle Grazie. i Lavori terminarono nel 1713. Meta fin dagli inizi di visite di alti prelati e pellegrinaggi, negli ultimi anni è stato sottoposto ad importanti lavori di restauro conservativo, restauro tutt’ora in corso.

Nella mia visita, come sempre, avevo con me la mia Fuji X20 grazie alla quale sono riuscito a realizzare un piccolo reportage, tralasciando le cappelle in restauro, sul complesso del Sacro Monte; il tutto è stato possibile grazie alle dimensioni compatte della fotocamera in quanto, per salvaguardarle, tutte le cappelle sono protette da fitte grate di legno e rete metallica con piccoli spioncini per permetterne la visione e gli obiettivi delle reflex,  a causa delle loro dimensioni, non riescono ad intrufolarsi tra le maglie delle reti metalliche.
Tutte le immagini sono state scattate in raw con impostazione iso attorno ai 500 e in luce ambiente, a volte veramente scarsa.
Lo scattare in raw, in casi come questo, è imperativo se si vogliono recuperare i dettagli nelle ombre ed attenuare le alte luci; sviluppo in Camera Raw e una leggera elaborazione per ampliare un po’ la gamma dinamica e vivacizzare i colori al fine di donare vigore ad immagini rese piatte dalla scarsa luce, hanno concluso il lavoro di postproduzione.

Di seguito troverete un estratto del lavoro svolto, spero vi piaccia e se ne avete occasione, fate un salto a Varallo…merita!
Ciao a tutti e alla prossima!