…era un bel po’ di tempo che non mettevo piede in un circuito; l’occasione è arrivata col Mondiale di Motocross nella tappa di Pietramurata (TN), occasione presa al volo per testare la nuova ammiraglia di Fujifilm, X-Pro2 in accoppiata con il nuovo super zoom 100-400.
Obiettivo del test dimostrare che le mirrorles di Fujifilm hanno raggiunto una velocità operativa pari ad una reflex. Obiettivo ambizioso? Forse, ma necessario a sfatare il concetto che mirrorless e velocità di AF non vadano d’accordo. Ricevuto da Fujifilm Italia il set fotocamera-obiettivo, parto all’alba per il Trentino; le previsioni meteo non sono delle migliori per cui (probabilmente) testerò anche la resistenza alla pioggia. Dopo due giorni di prove e gare con alternanza di pioggia, sole, fango e polvere non posso che esprimere un giudizio estremamenre positivo.
La X-Pro2 si è comportata egregiamente in ogni situazione climatica, indifferente alla pioggia e agli schizzi di fango, fornendo files nitidi e incisi anche ad alti ISO ( ho scattato in Raw+Jpeg  utilizzando i soli Jpeg per questo articolo) e l’impostazione AUTO della gamma dinamica ha fornito immagini bilanciate senza bianchi bruciati e con ombre leggibili anche in pieno sole.
Il nuovo mini joystick per spostare il punto-area di messa a fuoco permette di variare la zona di AF in modo veloce e preciso e, una volta  “presaci la mano”, consente una notevole velocità operativa essendo a portata di pollice in modo naturale.

Mi ha piacevolmente stupito la velocità di autofocus, praticamente istantanea; ho lavorato con messa a fuoco continua e “zona” come modalità di AF e considerando che in molti casi si è trattato di un “punta e scatta al volo”, non sempre puoi prevedere la traiettoria di un salto, la percentuale di foto perse o fuori fuoco è risultata estramemente bassa ( appena superiore ad un 5%, non dimentichiamoci che nel motocross le moto non seguono traiettorie prevedibili ma i piloti si adattano alle condizioni del terreno che variano giro dopo giro) ed in ogni caso si è dimostrata sempre affidabile e veloce anche con l’utilizzo del duplicatore di focale XF 1,4x TC WR, che porta la focale equivalente a quasi 900mm senza alcuna perdita di nitidezza e nello scatto a raffica, ho usato il     3 fot/ sec, nessuna foto persa su una decina in sequenza.

Per tutta la durata del test, due giornate piene dalle 8.00 alle 18.oo, ho sempre lavorato a mano libera anche alla focale maggiore con duplicatore dimostrando ancora una volta quanto siano contenuti i pesi e gli ingombri  di fotocamera ed obiettivo, qualità da non sottovalutare per la salvezza della nostra schiena.

Il mirino elettronico luminoso e con un nuovo frame rate ulteriormente migliorato rispetto a quello già ottimo della X-T1, non affatica l’occhio e permette una visione chiara e stabile anche negli spostamenti veloci di inquadratura, inoltre l’elevato numero di punti di messa a fuoco permette oltretutto di posizionare la nostra area di AF fino ai limiti dell’inquadratura, possibilità che molte reflex non hanno, consentendo posizionamenti estremamente decentrati del soggetto all’interno dell’immagine.

Passiamo ora al nuovo super zoom 100-400 f 4.5-5.6; il modello inviatomi da Fujifilm era un modello pre prod utilizzato per test e demo e ciò nonostante è risultato veloce e pronto in ogni situazione, i due motori lineari di messa a fuoco rispondono prontamente a variazioni di posizione del soggetto inquadrato anche nel “punta e scatta”. Molto efficace il paraluce dotato di blocco, ripara egregiamente da luci laterali ed offre una buona protezione dalla pioggia alla lente frontale.

Compatto e leggero ( leggero per la tipologia di ottica) si è dimostrato indifferente a polvere, pioggia e fango e a fine giornata è bastato un panno umido per pulirlo perfettamente; il comando dello zoom, un ampio anello rivestito di gomma zigrinata, offre una buona presa ed è abbastanza morbido nello scorrimento consentendo di variare la focale senza fatica e con precisione.
Ineccepibile qualità ottica unita a contenute dimensioni e pesi, ne fanno lo strumento ideale per foto sportive e naturalistiche anche nell’utizzo a mano libera.
Quindi test superato? Sì, con un piccolo appunto  per quanto riguarda il corpo macchina ( la perfezione non è di questa terra); nell’utilizzo veloce, come appunto in uno sport estremamente dinamico, può capitare che la base del pollice prema qualche tasto del selettore funzioni, visualizzando nel mirino la modalità di area di MF o il bilanciamento del bianco, o il pollice stesso ruoti inavvertitamente la ghiera di compensazione esposimetrica; un eventuale sistema di blocco ( magari con un aggiornamento firmware, se possibile) potrebbe risolvere il problema.

Conclusioni: accoppiata vincente in uno sport dove la velocità operativa è fondamentale, due giorni di lavoro intensi con circa tremila scatti effettuati, schiena salva grazie alla leggerezza dell’insieme e confermata la resistenza agli agenti atmosferici. Sfatata quindi la convinzione che le ML FUJI non siano abbastanza veloci per un utilizzo in campo sportivo, un paio di difettucci da sistemare e…giudicate voi dalle immagini seguenti.

Superfluo affermare che mi sono divertito come un bambino!