E’ pensiero comune che le mirrorless abbiano un utilizzo limitato e non possano competere con le reflex in quanto a performance…si diceva anche che le compatte andassero bene per le foto al mare o alle grigliate con amici e stop. Questo preconcetto siamo riusciti a sfatarlo, grazie alle elevate prestazioni raggiunte dalle compatte di alta gamma; bene, cerchiamo quindi di sfatatare anche quello che le mirrorless siano limitate.

Il problema che viene maggiormente evidenziato è la limitata capacità di mettere a fuoco soggetti in movimento veloce e, nello specifico della nuova nata in casa FUJI, da più parti sentivo aleggiare la domanda ” ma quanto è veloce l’autofocus?” Mi sono detto, verifichiamolo!

Cosa potevo fare per mettere in crisi la X-T1? Sono anche un fotografo di Danza, andiamo a fotografare un balletto!

Trovo un balletto sufficientemente difficile da fotografare, chiedo l’accredito e mi rivolgo a FUJI ITALIA per avere una X-T1 da testare; non c’è problema, ma essendo inziati i FUJI DAY, possono concedermi in uso la fotocamera per un limitato periodo di tempo, poco più di un week end. Che problema c’è? lo spettacolo è domenica e ho il pass…peccato che la compagnia annulli la data un giorno prima della serata! Dieci secondi di panico e mi tuffo in internet per cercare un’alternativa. Ne trovo una e in tempo reale riesco ad ottenere l’accredito!

E questo è il risultato del test:

OGGETTO: test autofocus FUJIFILM X-T1

SOGGETTO RIPRESE: spettacolo di Danza Contemporanea

SPECIFICHE: le riprese sono state effettuate utilizzando lo zoom Fujinon XC 50-230mm f 4.5-6.7, quindi il meno performante; files Jpeg on camera; impostazioni fotocamera: priorità messa a fuoco, tempo di esposizione 1/180-1/250 sec, modalità AF sia Area sia Multi ( in base alla scena ripresa), ISO 4ooo-5000, qualità immagine F-L 3:2, gamma dinamica 100, simulazione film STD, WB auto, colore 0, nitidezza +1, tono alte luci -1, tono ombre 0, rid. disturbo 0.

Testare una fotocamera riprendendo uno spettacolo di danza contemporanea, significa mettere a dura prova sia la velocità di autofocus sia i riflessi del fotografo; poca luce, colorata e molto spottata per dare risalto ai corpi dei danzatori e creare atmosfera, movimenti rapidi e improvvisi o scene di gruppo dove l’autofocus non sa cosa agganciare. Per questo test ho utilizzato al 95% la modalità autofocus singolo con un’area di messa a fuoco medio-piccola, l’autofocus continuo a volte non riusciva a seguire il movimento del soggetto per abbassamenti di luce o movimenti troppo veloci; l’autofocus singolo invece si è dimostrato di una prontezza notevole perdendo ben pochi colpi.
Nelle situazioni statiche o con movimenti lenti, la FUJI  X-T1 non ha avuto nessun problema di messa a fuoco nonostante a volte le scene fossero quasi al buio; nei movimenti veloci a volte faticava un po’ ad agganciare il soggetto, ma non dimentichiamoci che eravamo in condizioni limite e con un obiettivo praticamente “amatoriale”. Devo essere onesto, qualche scatto l’ho perso, soprattutto nei cambi rapidi di inquadratura o a causa di repentini movimenti del soggetto inquadrato. Alcuni scatti mancati sono dovuti anche ad un tempo di esposizione troppo lento; non volendo salire oltre i 5000 ISO mi sono (raramente) trovato a scattare ad 1/80, troppo poco per fermare un corpo in movimento, ma questo sarebbe successo con qualsiasi fotocamera….

Come diaframma di lavoro ho utilizzato sempre l’apertura massima che logicamente variava al variare della focale, obbligando a correzioni del tempo di esposizione in quanto nella fotografia di danza, o più genericamente di teatro, conviene lavorare in esposizione manuale affidandosi all’esperienza. A chi volesse cimentarsi in questo genere fotografico, consiglio di utilizzare sempre il mirino per inquadrare, facendo piccole pause di frequente; anche se eccezionale, l’EVF della X-T1 è pur sempre un mini monitor a due centimetri dal vostro occhio.

In sintesi, la X-T1 se l’è cavata egregiamente, l’autofocus (anche se con qualche piccola defaillance) in modalita “single” si è comportato ottimamente; in “continuo”, forse a causa della scarsa illuminazione, ha perso qualche colpo. A tal proposito, alla prima occasione, testerò nuovamente la fotocamera con soggetti in movimento veloce ma questa volta in piena luce.

Stay tuned!

Un ringraziamento particolare alla Sig.ra Serena Galasso, addetto stampa del Teatro Coccia di Novara, per la gentilezza la sollecitudine nel concedermi l’accredito all’ultimo momento.